09 gen 2019
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Fattura elettronica: reverse charge, esterometro, imposta di bollo

Reverse Charge

Nel caso in cui vengano effettuate operazioni soggette al reverse charge, l’avvio della fatturazione elettronica porta con sé alcune novità.

Reverse charge interno

Negli acquisti interni in reverse charge, l’operatore iva italiano riceverà una fattura elettronica riportante la natura “N6” in quanto l’operazione è effettuata in regime di inversione contabile.
In tali casi si pone il problema dell’integrazione della fattura elettronica ricevuta.
Poiché la fattura elettronica che transita attraverso lo SDI è immodificabile, l’Agenzia ha previsto una modalità alternativa all’integrazione della fattura: la predisposizione di un documento aggiuntivo, da allegare al file della fattura originaria emessa in regime di reverse charge, e contenente gli estremi della fattura ricevuta e i dati necessari per la sua integrazione.
Tale documento non è altro che un’autofattura contenente i dati tipici di una fattura e, in particolare, l’identificativo iva dell’operatore che effettua l’integrazione va indicato sia nel campo del cedente/prestatore che in quello del cessionario/committente.
Le soluzioni per la conservazione sono due:

  • Integrare la fattura con un documento da allegare alla fattura originaria e conservarlo insieme ad essa (chi utilizza il sistema di conservazione dell’Agenzia delle Entrate non può però utilizzare tale soluzione);

  • Integrare la fattura con un documento da inviare in conservazione separatamente dalla fattura originaria.

Reverse charge esterno

Per gli acquisti intracomunitari (ma anche per i servizi extracomunitari) l’operatore iva residente o stabilito in Italia sarà tenuto a comunicare i dati relativi alle fatture di acquisto; il cosiddetto esterometro (rimandiamo sotto la specifica).
Poiché il soggetto italiano riceverà dall’estero una fattura in formato non elettronico, non sorgono problemi per quanto riguarda la procedura di integrazione della fattura di acquisto.


Esterometro

L’esterometro consiste in una comunicazione da fare all’Agenzia delle Entrate contenente ai dati relativi alle operazioni sia attive che passive intercorse tra i soggetti passivi stabiliti nel territorio italiano e i soggetti esteri.
Tale comunicazione deve essere trasmessa nell’ipotesi in cui le operazioni non siano documentate da fatture elettroniche ovvero da bollette doganali.
La trasmissione dell’esterometro va effettuata entro l’ultimo giorno del mese successivo:

  • alla data di ricezione del documento per le operazioni passive;

  • alla data di emissione delle fatture attive se le stesse non vengono trasmesse in formato elettronico.

Soggetti esonerati

Sono esonerati dall’obbligo di invio dell’esterometro:

  • I soggetti esonerati dall’obbligo della fatturazione elettronica;

  • coloro che emettono fattura in formato elettronico anche per le operazioni attive intracomunitarie.

Attenzione: l’obbligo del modello Intrastat comunque rimane con le modalità del 2018


Imposta di bollo

Dal 1° gennaio 2019 con l’entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica, l’imposta di bollo sui documenti emessi in formato elettronico dovrà essere assolta con le modalità previste dal D.M. del 28/12/2018.
Il pagamento dell’imposta di bollo relativa alle fatture elettroniche emesse in ciascun trimestre solare deve essere effettuato entro il giorno 20 del primo mese successivo la conclusione del trimestre.
Nell’ipotesi in cui sia obbligatorio l’assolvimento, il cedente/prestatore dovrà apporre sulla fattura una specifica annotazione, valorizzando nel tracciato XML della e-fattura l’apposito campo previsto e pagare il tributo in modalità telematica.
Per maggiori approfondimenti: Come pagare l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche.